Il giardino mitologico

Sabato 7 marzo c’è stato il primo degli incontri organizzati da AAC per il 2026, ed è stata una inaugurazione in piena sintonia con la stagione: Giancarlo Marconi, presidente dell’ Unione Bolognese Naturalisti, ci ha offerto infatti una visione di piante di piccole dimensioni, generalmente poco vistose e spesso confuse con specie simili.

La lezione sul campo, preceduta da una interessante presentazione di riferimenti mitologici, proprietà e aspetti caratteristici di queste piante, si è svolta lungo un percorso facilmente accessibile a tutti: lascito l’Info Point e attraversato il Cortile della Chiesa, siamo arrivati al Recinto 12, dove il prato ci ha offerto le sue piccole meraviglie spontanee, mentre siepi di rosmarino e lavanda segnalano una fila di sepolture. Nello stesso recinto siamo stati attratti anche dalla vistosa colorazione rossa in alcune tombe di nuova costruzione, trasformate dalle piogge in vasche di acqua stagnante. Andrea Frusone, socio UBN che faceva parte del gruppo, ha colto l’occasione per fotografare gli organismi che proliferano sul fondo e che, da un successivo esame al microscopio, ha identificato come un’ alga unicellulare, l’Haematococcus pluviatilis, dal colore rosso acceso.

Dopo esserci soffermati davanti al Monumento ai Caduti del Mare, abbiamo percorso la corsia ovest di Campo Ospedali, dove ci è stata fatta notare l’alternanza di esemplari maschi e femmine degli alberi di tasso, e dove piccole piante e muschi si mostravano in questo particolare momento del loro ciclo vitale legato alla stagione. Dopo una sosta nel Campo delle Rimembranze, preannunciato da cespugli di mortella, abbiamo percorso Campo Ospedali in senso inverso, passando sotto il grande cedro dell’Atlante, tra le severe cappelle monumentali del secondo Novecento ingentilite da piccole aiole dove prosperano piante e arbusti scelti dalle famiglie dei defunti.

Ma non eravamo soli a godere di tanto spettacolo: insetti e uccelli ci hanno accompagnato per tutto il percorso, ripresi con discrezione dall’obiettivo di Andrea.

Ringraziamo il professor Marconi, che ci ha offerto l’opportunità di osservare da vicino queste piccole meraviglie naturali che vivono anche in Certosa, portandoci a concludere che le “erbacce” non esistono!

Le foto che riprendono il gruppo dei partecipanti sono di Chiara Ramenghi; quelle naturalistiche sono di Andrea Frusone.