(Ad Alta Voce 2026, Viaggiatori della Certosa – Alla scoperta di altri mondi)
Testo e lettura: Emanuela Baravelli
L’ ascesa sociale dei Pizzardi, che erano contadini ad Argelato, inizia alla fine del 700 con il bisnonno di Francesco che con l’arrivo di Napoleone comincia a vendere vettovaglie per le truppe e foraggio per I cavalli. Con i proventi acquista numerosi terreni a Castelmaggiore e così alla sua morte I figli Camillo e Gaetano, che sono i committenti della tomba in Certosa, ereditano quello che era già un bel patrimonio oltre al suo ardore imprenditoriale. Dopo la restaurazione del Papa diventano fornitori delle truppe papaline e sono in grado di acquistare una tenuta molto vasta a Bentivoglio con risaie, pascoli e mulino ma soprattutto attaccata al canale Navile, via primaria per i commerci con l’Adriatico. L’acquisizione di altri terreni nella campagna bolognese procede rapidissima ma Castelmaggiore e Bentivoglio rimangono i gioielli di famiglia. Le migliorie apportate ai fondi sono continue e la novità più originale è l’mpianto di una officina meccanica con fonderia a Castelmaggiore che diventa una sorta di cittadella industriale con chiesa, osteria .e sale e tabacchi. Per questi meriti una concessione pontificia li rende marchesi e poco dopo acquistano a Bologna palazzo Legnani in via Farini angolo D’Azeglio, quello che è oggi la sede del tribunale nuovo. Nel frattempo nella gestione dei terreni sono entrati anche i figli di Gaetano. Dei due solo Luigi si sposa e ora che é marchese lo fa con una ragazza appartenente alla più antica nobiltà bolognese: Maria Marescotti Berselli. Luigi è estroverso ed affabile e presto acquisisce un ruolo di primo piano nella vita pubblica del Regno fino a diventare senatore. Ha 4 figli ma la nascita dell’ultimo causa la morte per parto di Maria. Francesco nasce nel 1846 ed ha solo 6 anni quando la madre viene a mancare e sarà la nonna materna ad occuparsi di lui e dei fratelli . A 15 anni viene mandato a Siena a studiare e nelle lettere che spedisce alla nonna lamenta la lontananza dalla famiglia e da un padre che a Bologna è sempre indaffaratissimo. Quando finalmente Luigi riesce a venire in visita a Siena Francesco gli confida di volersi indirizzare verso la carriera militare con grande delusione del genitore che voleva coinvolgerlo nella gestione dei terreni. É però evidente che all’adolescente Francesco non interessano né la campagna né l’agricoltura e nelle lettere alla nonna si capisce che non gli piace granché neanche Bologna: è fredda d’inverno e afosa d’estate ed in più è noiosa perché non succede mai niente. Vinta la resistenza del padre si trasferisce a Torino per iscriversi alla scuola militare. L’allora capitale del regno lo entusiasma e nelle lettere riporta che la città é bellissima, magnifiche le piazze, le strade ed i caffè. Riferisce di avere visitato già cinque teatri ed aggiunge , quasi fosse un dettaglio marginale, di avere iniziato le lezioni. Nonostante il rigore educativo della scuola militare cade però preda del vizio del gioco, contrae ingenti debiti ed il padre Luigi lo fa interdire per eccesso di prodigalità. Solo 4 anni più tardi, quando il padre é già morto, gli zii fanno revocare la sentenza per ravvedimento totale . Risolto il vizio del gioco nel frattempo un evento ben piú grave fa parlare le cronache di Francesco: a 22 anni in un duello uccide con un colpo di pistola il marchese Giuseppe Mazzacorati. Le cause del duello rimangono ignote e si ipotizzò una questione di donne o uno sgarbo fatto da Francesco al fratello del Mazzacorati, di sicuro esisteva una forte antipatia da parte di Giuseppe verso Francesco. Giuseppe Mazzacorati aveva un carattere fiero, irruente ed impetuoso e, nonostante l’ abilità di Francesco con le armi fosse nota, pretese comunque un duello all’ultimo sangue, condizione così crudele che nessuno volle prestarsi come padrino. Così, quando Francesco per provare l’arma di precisione buttó in aria un orologio e lo mandò in pezzi al primo colpo, Giuseppe visse l’esibizione come una provocazione ed affrettò l’inizio del duello . A quel punto Francesco avrebbe potuto sparare in aria e tentare una riappacificazione, Giuseppe avrebbe potuto ritirarsi ma entrambi scelsero altrimenti: Francesco mirò al capo di Giuseppe e lo fulminò. Archiviata la carriera militare come capriccio di gioventù Francesco si scopre appassionato di caccia e a 31 anni parte per l’India per una spedizione . Dalle lettere che spedisce a casa si deduce che all’amore per la caccia univa una evidente curiosità per le usanze di paesi lontani ed esotici:
Benares 14 gennaio 1878
Alle 7 del mattino scendiamo al Gange. Uomini e donne si bagnano insieme senza alcun riparo ma hanno una tal arte nel volgere e svolgere i veli che la decenza non è mai offesa. Tutta questa gente si tuffa nell’acqua ed ivi prega, chi congiunge le mani, chi gira sopra sè stesso, chi percuote l’acqua, chi la carezza, chi l’attinge in appositi vasi mormorando preghiere e poi la riversa e tutti ne bevono qualche sorso .
Non manca comunque di lamentarsi quando deve sottostare agli obblighi di cerimonia imposti dall’ospitalità inglese:
Calcutta 4 febbraio 1878
La caccia non si puó avere che con raccomandazioni, aiuti ed assistenza degli inglesi che hanno tutti I mezzi indispensabili come elefanti, cammelli, cavalli ecc. Gli inglesi vi danno volentieri tutti questo ma ad un prezzo ben duro per me: continui inviti a pranzo, a colazione, al lunch, al the, al picnic, al garden party ed anche al ballo. É una bella disillusione per me che credevo lasciando l’Europa di dimenticare perfino la forma del frac.
A volte partecipa alle sofferenze delle popolazioni indigene e nota il contrasto con la popolazione europea:
7 febbraio 1878
Quando manca il grano ed il riso questa gente si nutre di radici, di semi,e di erba finché arriva la stagione calda e allora il sole brucia ogni cosa e ricorrono alle foglie d’albero e allo sterco e quei poveri disgraziati muoiono dopo una agonia di parecchi mesi. Ora ecco l’orario dei pasti giornalieri che si hanno in qualunque casa inglese: alle 8 caffè con latte pane e burro, alle 10 colazione calda con tre o quattro piatti carne, riso e curry, dolce, bordeaux, cherry e birra. A mezzogiorno the, alle 2 lunch con carne fredda, marmellate, formaggio e frutti freschi. Alle 4 the, alle 7.30 pranzo ed alcuni riprendono il the verso le 10. Mi pare che il contrasto sia abbastanza sensibile.
Comunque non rinuncia mai alle comodità nemmeno durante le spedizioni
29 marzo 1878
Essendo l’acqua cattivissima avevamo sempre con noi un elefante carico di bottiglie di soda water ed un altro carico di ghiaccio. In questi 13 giorni da 8 o 9 persone furono bevute:
Soda water bottiglie 804
Champagne. 156
Bordeaux. 30
Cognac. 21
Whisky. 18
Sherry. 15
Birra. 90
La sua è una vita vissuta a l massimo e quando Carlo Alberto, il fratello che ora gestisce i terreni, stringe I cordoni della borsa potrà comunque condurre una vita più che dignitosa. Muore a 73 anni nella sua residenza di Montecarlo dove ha deciso di vivere in solitudine. Carlo Alberto manda un agente che trova solo foto di caccia grossa e nessuna foto di donna. L’unica eredità che lascia sono gli animali impagliati che periodicamente spedisce a Bologna e per I quali ha appositamente affittato un appartamento in via Galliera. In una lettera consiglia di venderli per appianare i passivi ma una perizia rivela che non bastano ed alla fine vengono donati a vari musei di Bologna dove si trovano tuttora.