Biografie svelate – Federico Vellani

(Testo di Roberta Ballarini, “Questo l’ho fatto io” 2025)

Federico nacque a Firenze nel 1822, figlio unico di Giovanni e madre sconosciuta, crebbe e visse con il padre.

Sappiamo di lui dalla sua stessa tomba, che il padre Giovanni (Ioannis sulla lastra tombale), era di insigne famiglia di Carpi, era stato un ufficiale garibaldino e compagno di Ciro Menotti nella rivoluzione di Modena del 1831. Giovanni sarebbe stato condannato a morte nel 1837, ma la sua condanna non fu eseguita, per motivi a noi sconosciuti poichè si legge sulla tomba di Federico che il padre morì nell’aprile del 1847, quando Federico aveva 25 anni.

Testo della lastra tombale:

Federico Vellani di insigne famiglia carpense /esule con il padre a Parigi / e cooperatore animoso / a chi molto ardiva per la libertà della patria / fu segretario per XL anni del Liceo Musicale / e ne custodì ne ordinò con senno le carte e le ricchezze / costante a sè stesso / fedele agli affetti della nobile vita / Pur nell’ultimo suo giorno III Febbraio MCMVII / Volse l’animo ricordevole le parole agli amici / e la pietà agli infermi poveri / a cui benefico agli ospedali di Bologna e di Carpi / lasciava la modesta sostanza.

Dall’archivio dello Stato civile di Bologna sappiamo che Federico Vellani nacque a Firenze, forse perché suo padre si trovava lì in esilio da Modena e che la madre era ignota e celibe. Nello Stato civile della Restaurazione del Granducato di Toscana non c’è traccia della sua nascita, forse Federico nacque vicino a Firenze o, più probabilmente, essendo la madre ignota la nascita non fu riportata nello Stato civile, ma in qualche allegato a parte , come avveniva talvolta per le nascite irregolari.

Da come lo stesso Federico ci testimonia seguì il padre in tutte le sue peregrinazioni e fu fervente patriota ma, più in dettaglio, di queste peregrinazioni poco si sa. Ciò che sappiamo è che arrivò a Bologna nel 1850, questo ce lo dice Oreste Trebbi, dal quale apprendiamo inoltre che era un buon pianista e compositore tanto da essere aggregato, nel 1854, all’Accademia Filarmonica nella classe dei suonatori.

Federico era rimasto insieme al padre, a Parigi, fino al 1848 per ragioni politiche e quando tornò in Italia aveva perduto tutte le sostanze del padre, per ragioni patriottiche. Si mise così assiduamente al lavoro “per campare la vita“ e lo fece utilizzando le sue molteplici abilità, oltre ad essere un musicista era anche un accurato miniaturista, buon esecutore di lavori di intaglio e di costruzione di oggetti di imitazione cinese e giapponese, pieni di grazia e di buon gusto.

Quando nel 1850 si stabilì a Bologna presso il custode del Liceo Musicale conobbe il violoncellista Prof. Carlo Parisini che abitava la stessa casa; tramite lui poté mettersi in relazione con i più celebri musicisti bolognesi e poté così essere ricevuto nelle case di primarie famiglie bolognesi come gli Hercolani, i Malvezzi, i Pepoli, i Tanari ecc.

Nel 1859 fu scelto come segretario del marchese Gioacchino Napoleone Pepoli, per il suo provato patriottismo , la conoscenza della lingua francese e l’affidabilità. Pepoli inviò Vellani in una missione pericolosa da suo cugino Napoleone III per recapitargli dei memoriali.

Quando ritornò a Bologna, nel 1864, ottenne il posto di segretario del Liceo Musicale, ammirato da vari personaggi bolognesi e direttori di Conservatorio. Federico riversò tanta passione e affetto sul Liceo Musicale . Fu sempre legato da una profonda amicizia al senatore Nerio Malvezzi De’ Medici con il quale condivideva la comune militanza agli ideali rivoluzionari, esistono le lettere scambiate tra loro che sono conservate nel Fondo Speciale Malvezzi De’ Medici, presso l’Archiginnasio. Malvezzi lo assistette negli ultimi istanti di vita.

Del suo lavoro di segretario al Liceo Musicale abbiamo alcune notizie importanti. Durante il suo servizio riportò, in un volume manoscritto, i nomi degli insegnanti e degli allievi per ogni classe ordinati per anno. Il volume contiene questi elenchi dal 1804 al 1903 ed è consultabile sul database del Museo Internazionale della Musica. A Federico Vellani si deve inoltre il riordino della Sala Rossini con le reliquie rossiniane donate al Liceo da Domenico Liverani, ma purtroppo la sala fu smantellata dopo la II guerra mondiale.

Vellani fu anche appassionato raccoglitore di quadretti, bozzetti e oggetti curiosi e rari. Strumenti, lettere, ritratti. Una iniziativa di grande rilievo di Vellani fu la Raccolta di Antichi strumenti Armonici conservati nel Liceo Musicale del Comune di Bologna. E’ un inventario manoscritto degli strumenti musicali del Liceo, con fotografie di quelli ritenuti più interessanti. Nel 2004 gli strumenti sono andati a costituire il nucleo principale della raccolta del Museo Musicale. Il catalogo è uno dei primi e più importanti esempi di documentazione fotografica sistematica di una collezione di strumenti musicali, un documento di straordinaria importanza per la storia conservativa e per il restauro degli importanti esemplari bolognesi.

Vellani partecipò attivamente all’organizzazione dell’esposizione Internazionale di musica tenutasi a Bologna nel 1888 e allestita nella sontuosa sede del Palazzo dei Giardini Margherita. L’esposizione musicale ebbe grande successo. Ci sono lettere che contengono ringraziamenti per il nostro musicista, per la sua affidabilità nella custodia di questi preziosi oggetti.

Una fotografia di Federico Vellani è così commentata da Sebastiano Sani :

“era un uomo dal viso burbero e accigliato, con què gran baffi spioventi, gli occhi neri e vivaci, il cappello piantato su le sopracciglie setolose, ma d’animo mite e cortese, un vero gentiluomo che al senso dell’ordine univa una bontà affettuosa per tutti”.